17 Febbraio
Il fuoco della libertà di Marta Noffke
Il 16 Febbraio 1848 un gruppo di montanari valdesi stava aspettando l'accensione di un falò, che avrebbe indicato che era stata firmata la legge che garantiva la libertà civile al popolo valdese ed ebraico. Secondo gli accordi, un grande falò acceso a Torre Pellice avrebbe annunciato la firma delle Lettere Patenti (questo il nome della legge) e, vedendo il fuoco appiccato, ogni borgata e ogni paese avrebbe acceso il proprio per annunciare a tutti la libertà.
Chi sono i valdesi? Perché si parla di libertà del popolo valdese?
Il movimento valdese nasce alla fine del XII secolo a seguito della predicazione di Valdo di Lione, che auspicava di seguire le orme di Cristo attraverso la povertà e la conoscenza dei vangeli.
Dato che in questo movimento le donne avevano il diritto di predicare e non si riconosceva l'autorità della Chiesa, fu presto dichiarato eretico e perseguitato. Nel corso dei secoli i Valdesi aderirono alla riforma di Lutero e Calvino, ma in Italia la loro posizione non fu mai accettata dalle istituzioni e le persecuzioni proseguirono.
Nel 1686 furono tragicamente sterminati o deportati in tutt'Europa.
Essendo però molto legati alla propria terra, con il "Glorioso Rimpatrio" si organizzarono per tornare e reimpossessarsi dei propri territori. Si giunse al compromesso di permettere loro di restare confinati nelle valli del Piemonte (Germanasca, Chisone, Pellice…).
Importante era dunque la legge promulgata dal re Carlo Alberto: finalmente i Valdesi avrebbero potuto uscire dal ghetto ed essere considerati cittadini.
Appena ottenuta la libertà i montanari costruirono chiese e scuole italiane per testimoniare la propria fede, la quale prevede che ognuno sappia leggere e scrivere.
E oggi?
Ancora oggi il 16 febbraio nelle valli valdesi per ricordare l'avvenimento si accendono dei falò, intorno a cui la comunità si raduna per cantare.
Il giorno dopo è previsto un culto per ringraziare il Signore del dono ricevuto e i fedeli si riuniscono per mangiare e trascorrere una giornata insieme.
