Guernica

05.01.2025

"Questo lo ha fatto lei?" "No, lo avete fatto voi." di Sarah Margaria



Picasso rispose a questa domanda con completa freddezza, noncurante del disprezzo che veniva espresso con quelle parole. Accadde durante l'Expo di Parigi del 1937 quando Pablo Picasso, artista che già al tempo aveva riscosso parecchio successo, presentò per la prima volta al pubblico Guernica, che diventò successivamente uno dei suoi più famosi dipinti. All'inizio, però, il quadro non fu molto apprezzato: sulla tela di Guernica ci sono numerosi simboli che a prima vista possono apparire sconnessi e disposti senza una logica, ma che in realtà sono legati tutti tra loro; vengono rappresentate la malvagità dell'uomo e la carneficina della guerra, immagini di dolore, paura e orrore.

Picasso scelse esempi non convenzionali, ma forti: la figura sulla sinistra, per esempio, è ispirata alla Pietà di Michelangelo, famosissima scultura della fine del XV secolo. Con questo capolavoro l'artista decise di fare un paragone: durante la guerra le madri si ritrovano a piangere sui cadaveri dei propri figli, proprio come Maria si ritrovò a piangere sul corpo di Cristo. Il pittore optò però di cambiare un particolare: da sempre famoso per non rispettare le regole "standard", accademiche e classiche, decise ancora una volta di rappresentare il dolore del volto della donna, spezzata, che piange suo figlio, all'opposto di Michelangelo che, un tempo, per seguire i canoni dell'arte neoclassica, aveva scolpito il volto di Maria quasi inespressivo. Sono scelte come questa che rendono Picasso un artista geniale e rivoluzionario: tanti piccoli dettagli che insieme creano un capolavoro, ma che anche presi individualmente non sono da meno.

L'obiettivo dell'artista era quello di trasmettere dolore e rendere in qualche modo più consapevoli gli spettatori, e per farlo ha deciso di impiegare tutti gli strumenti che aveva a disposizione: dalla scala cromatica utilizzata, quella di grigi, al cavallo che in preda alla paura urla a tutto il mondo, un grido definito "cosmico" in quanto coinvolge tutta l'umanità, unita nel dolore della guerra; il toro, il lume che arde in mano ad una donna ed il fiore che nasce dal braccio di un soldato, simboli di speranza. Questo è tutto ciò che è racchiuso dentro il "simbolismo" di Guernica.

Tale è la ragione per cui il dipinto viene definito "geniale": non è stato pensato, bensì concepito direttamente con il dolore provato dall'artista. È veramente interessante il processo di realizzazione di quest'opera, diversa da altre. Come già accennato Picasso non aveva in programma di dipingere "Guernica". L'illuminazione, il lampo di genio, arrivò una mattina di aprile come le altre, ad un tavolino del Cafè Flore di Parigi, quando apprese della terrificante strage di Guernica dalle prime pagine dei giornali. Nell'omonima città erano state sganciate delle bombe in un giorno di mercato, uccidendo tutta la folla radunata con una tale crudeltà che Picasso non poteva rimanere a guardare senza far nulla. Decise quindi che la rappresentazione di quella carneficina sarebbe stata l'opera creata ed esposta all'Expo qualche mese dopo: gli era stata commissionata una creazione, visto il suo calibro, ma l'artista non era convinto di nessuna delle sue idee precedenti.

Iniziò subito la realizzazione di questa tela immensa, 7 metri per 3.5 e, per la prima volta, acconsentì ad essere fotografato mentre lavorava. A scattare le foto e a documentare il processo creativo di quest'opera fu Dora Raas, sua amante, e da questo privilegio si è potuto capire come dipingesse Pablo Picasso: non si intendono le tecniche, bensì il suo "modus operandi", la sua cosiddetta "lotta", i passaggi non perfettamente programmati ma realizzati completamente seguendo l'istinto e, se non soddisfacenti, cambiati o tolti. Un esempio è la lacrima rossa che Picasso voleva aggiungere all'ultimo momento per spezzare la monotonia dei colori: non convinto della sua posizione, alla fine lasciò stare e preferì la prima versione del quadro.

Arrivò quindi l'Expo di Parigi a luglio e Picasso espose Guernica al pubblico per la prima volta. Venne fin da subito discusso e, soprattutto, criticato: «Antisociale, ridicolo e del tutto estraneo alla sana mentalità". Con

questo si ritorna al principio, quando, durante l'esposizione, un soldato tedesco, vedendo il dipinto, si rivolse a Picasso chiedendogli se quello lo avesse fatto lui ed egli rispose che, in realtà, l'orrore che stava vedendo lo avevano fatto loro.






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