La sindrome di Stendhal

06.01.2025

L'amore per l'arte non trova confini di Laura Lopez


Tutti hanno osservato opere d'arte, visitato musei e forse sono rimasti particolarmente colpiti da un quadro, un disegno o anche una vetrata. Per alcune persone però, la sensazione di meraviglia è portata all'esasperazione da un punto di vista fisico. Qualcuno arriva ad avere vertigini, capogiri, allucinazioni, tachicardia, attacchi di panico e un senso di alienazione, soprattutto se l'opera che sta ammirando è posta in un luogo angusto. Questi sintomi hanno il nome di Sindrome di Stendhal, un disturbo psico-somatico.

Lo scrittore francese Stendhal è infatti il primo a descrivere la sindrome che porta il suo nome. Il romanziere avrebbe avuto infatti una sensazione di mancamento uscendo dalla basilica di Santa Croce a Firenze, per questo un altro nome di questo disturbo è Sindrome di Firenze.

Proprio nella città di Firenze la psichiatra Graziella Magherini inizia nel 1977 uno studio, prendendo come campione persone di ogni sesso ed età, notando che i più affetti da questa sindrome sono uomini tra i venti e i quarant'anni che viaggiano in solitaria, solitamente con un buon livello di cultura. Recentemente la sindrome di Stendhal è stata anche associata all'ascolto della musica.

Insomma se vi riconoscete in questi sintomi non temete, ciò che potete fare per attenuarli è semplicemente allontanarvi dall'opera d'arte che li ha scatenati!

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