Il prodotto "italiano"
Pasta, pizza e ricordi d'infanzia: ciò che rende l'Italia "l'Italia" di Milana Tommaso
Prima di iniziare, è doveroso fare la distinzione tra il made in Italy e l'italianità di un prodotto; la prima rappresenta il luogo di produzione, in questo caso l'Italia, mentre il secondo ha un valore simbolico che lega un determinato oggetto con il territorio italiano.
Sebbene entrambe possano coesistere all'interno dello stesso bene è molto probabile che una merce possieda una sola delle caratteristiche: un prodotto made in Italy può non essere associato all'Italia, mentre un oggetto che viene ricollegato al territorio può essere fabbricato all'estero.
L'italianità di un articolo è più o meno soggettiva; può essere un ricordo personale che quindi ha un'importanza per il singolo o pochi individui. Spesso è un prodotto che rappresenta i bei momenti dell'infanzia, perciò il suo acquisto riporterebbe un affioramento di questi ricordi.
Altri oggetti che si riconducono all'italianità sotto una veste più universale sono tutti i beni legati all'architettura, dalla più moderna fino ad arrivare a quella romana, che ai tempi si era sviluppata in quasi tutta l'Europa; ancora ai giorni nostri se ne possono trovare numerose tracce sui monumenti storici, che comportano un continuo apprezzamento dell'architettura italiana.
Come è stato dimostrato nelle ultime righe l'italianità si è sviluppata anche all'estero attraverso le opere edilizie.
Questo però non è l'unico fattore che ha portato alla diffusione e all'apprezzamento dei prodotti della penisola: negli ultimi secoli le grandi esportazioni e l'emigrazione hanno espanso a macchia d'olio qualunque articolo.
Tra i beni più esportati troviamo i generi alimentari: tra gli esempi più eclatanti possiamo annoverare la pasta e la pizza, di cui, soprattutto in quest'ultimo caso, vediamo un'enorme produzione all'estero; nonostante un probabile cambiamento dei prodotti utilizzati per la sua realizzazione è innegabile che anche quella pizza rappresenti l'italianità.
Come sopracitato anche l'emigrazione è stata complice di questa diffusione, perché gli immigrati italiani nei nuovi continenti avevano il desiderio di possedere degli oggetti che ricordassero la loro terra di origine. Ciò creò un commercio e una produzione di utensileria italiana che inizialmente interessò solo le famiglie emigrate e in un secondo momento anche la popolazione autoctona.
In conclusione l'italianità di un prodotto non sta nel luogo in cui è stato fabbricato, bensì nel ricordo che l'individuo lega a quel bene.
